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Il campanile o “il ciuchè”, per dirla nell’accezione locale del termine, è posto sulla cima del colle, poco più in basso del castello, sull’ angolo meridionale della “villa”, sul dirupo che domina la valle del fiume Tanaro. Databile tra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo, rivestiva sicuramente una funzione di controllo strategico per quel settore non visibile dalla torre del castello. |
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Di pianta quadrata, orientata diagonalmente secondo gli assi cartesiani, si erge per circa 20 metri creando, con la torre ed il castello, l’inconfondibile sky-line di Santa Vittoria, riconoscibile da diversi chilometri di distanza.
Si presenta con caratteristiche architettoniche romaniche, con la facciata di sud-est (quella del portale d’ingresso) più articolata rispetto alle altre; le due coppie di archi ciechi, al di sopra del portone, ospitano tre finestre e l’antica meridiana ormai consunta.
Sulla facciata che guarda il castello, delimitato da una doppia cornice in laterizi, trova posto l’orologio. |
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La cella campanaria, caratterizzata da quattro aperture laterali, contiene le tre campane.
Documenti d’archivio lo citano spesso come punto di incontro e ritrovo per la stipula di contratti o presa d’atto di importanti decisioni per la comunità.
Una relazione diocesana del 1742 riporta che il campanile era alto circa 6 trabucchi, con cinque piani e scale di mattoni; solo il piano terreno era normalmente accessibile “ per avere libero il suono delle campane in accidente di fuoco e di latroneccio” |
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| Ancora oggi fa sentire le sua voce per il rintocco delle ore e per annunciare le funzioni liturgiche; il giorno del Corpus Domini, durante la tradizionale processione per la vie del paese, viene solennemente suonata la “gaudietta” chiamata nella parlata locale la “baud-tta”. |
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