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La chiesa parrocchiale della Beata Vergine Assunta (1703) si presenta con aula a pianta rettangolare di una sola navata, con portale di accesso in asse e cappelle votive laterali.
Il presbitero é quadrangolare e separato dalla navata da ciò che resta dell’originale balaustra in Bardiglio; ospita l’Altare Maggiore del SS. Sacramento in marmo bianco intarsiato ed il coro ligneo, retrostante, di pregevole fattura. |
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Altri sei altari ornano le cappelle citate e sono dedicati rispettivamente da destra (in senso orario) alla Madonna del Rosario, S. Anna, SS. Crocifisso (già del Suffragio, poi S. Rocco e Sebastiano), Battistero, S. Luigi (già S. Francesco), Sacro Cuore (già Madonna del Carmine).
Pregevoli pitture coprono la volta e le lunette di testata e di fondo; furono eseguite dal pittore monregalese Andrea Vinay, intorno al 1870.
Le decorazioni e gli ornati sono di Vincenzo Odello detto “Cellini”.
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Degna di nota è la tela raffigurante Maria Vergine Assunta, che campeggia sulla parete di fondo sopra l’altar maggiore, attribuita all’Aliberti, canellese, dipinto acquistato a Garessio nel 1878 dall’allora parroco reggente Don Giovanni Sicca.
Grande interesse artistico suscita la pala della cappella della Madonna del Rosario, opera attribuita alla cerchia del Macrino da Alba (pittore di cui si hanno notizie dal 1495 al 1513); restaurata negli anni sessanta, proviene dalla confraternita di S. Francesco e raffigura la Madonna col Bambino tra due angeli, S. Francesco, Santa Vittoria (nella foto).
Sulla fascia sottostante sono raffigurati i quattro Evangelisti.
Sulla tribuna in legno laccato e decorato trova posto l'organo, strumento dei F.lli Vittino di Centallo, restaurato per mano di Francesco Vegezzi Bossi nel 1922 e nel 1974. |
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Lavori minori, ma pur degni di nota, sono le tele e le decorazioni tematiche murali delle cappelle, la Via Crucis (1922), l’altorilievo del battistero (1925) e l’affresco esterno della facciata, raffigurante la Vergine Assunta , opera di Adele Finati dell’inizio del secolo scorso.
La sacrestia lignea del XVIII secolo, ospitata nei locali attigui alla chiesa, si presenta nel suo antico splendore dopo l’intervento di restauro eseguito in occasione del trecentenario della consacrazione; il “minusiè” locale, Renato Rittà, ha restaurato gli arredi lignei e ricostruito gli originali pannelli scolpiti, trafugati all’inizio degli anni settanta; lo stesso mastro falegname ha ristrutturato (2005) i pregevoli stalli del coro (XVIII secolo) elevati a titolo di monumento nazionale, che da anni necessitavano di interventi di recupero.
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