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Anticamente, Santa Vittoria d’Alba annoverava sul suo territorio numerose fonti e fontane della cui presenza noi troviamo traccia attraverso i documenti d’archivio o nei toponimi locali rimasti, come “bosco di Fontana Lupa, Fontanelle, Fontana Empia (Ampia)”.
Alcune di esse erano semplici polle d’acqua sorgiva, raccolte per lo più in pozze naturali del terreno, per l’abbeveraggio degli armenti (… occorre levare la terra che cade nella fontana del Monte (1600-ac50), altre con struttura muraria vera e propria; le uniche che hanno resistito all’incuria e alle mutate condizioni ambientali sono proprio queste ultime. |
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La fontana Genevraj |
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La più grande è situata in zona “Genevraj” a metà della salita che conduce dalla piana al Borgo S.Antonio.
È di forma quadrangolare con copertura in pietra di lucerna (insolita per i nostri luoghi) a guisa di tettoia aperta sui quatto lati; l’acqua che sgorga tutto l’anno è raccolta, a sfioro, in un tino in pietra.
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Più volte rimaneggiata e giunta fino a noi con la veste ottocentesca, è conosciuta come “fontana Genevraj” o più familiarmente “la fontana”; fonti documentali la fanno risalire al 1321, allora ai confini con Pollenzo.
In passato, era utilizzata come ricovero saltuario di carovane di zingari; con la sua copertura a scagliepare abbia ispirato Robert Crichton l’autore de “Il segreto di Santa Vittoria”, ricordandogli la fontana a forma di tartaruga citata nel suo libro. |
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La fontana di Valle Spinzo |
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La seconda ed ultima rimasta è quella situata sul versante Nord della Valle Spinzo, a lato dalla strada. |
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Di fattura molto più semplice, si presenta con un parete controterra in mattoni a vista, a foggia di frontone, a cui si appoggia un lavatoio in pietra;
il catasto del 1449 la colloca in un
“…arativo di Pittarello ad Puteum Valis Spinsi”.
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