La poca distanza dalla torre del castello sorge l'edificio della Confraternita di S.Francesco che fu eretto come Oratorio dei Disciplinati alla fine del XV secolo.
I Disciplinati, o Flagellati, erano Confraternite di Laici sorte in Italia nel XIII secolo, i cui membri, per penitenza, si colpivano con un flagello detto <<disciplina>>.
A causa degli eccessi a cui erano giunti nel 1349 il Papa Clemente VI condannò le dottrine che attribuivano alla flagellazione valore quasi sacramentale.Sottomesse all'autorità della Chiesa, le Confraternite continuarono ad esistere compiendo opere di carità e di pietà.
L'Oratorio della Confraternita di S. Francesco era il luogo in cui i Disciplinanti di S. Vittoria si ritrovano per i loro Uffici.
È un edificio a pianta rettangolare che termina sul lato nord con un'abside a base prismatica, irregolare, di epoca successiva.
A sud è situato un campanile a base quadrata, un tempo molto elevato.
L'ingresso è sul lato orientale. Le dimensioni sono modeste, le linee semplici.
All'interno bella e raffinata è la tribuna, sorretta da sette grosse travi sagomate e decorate.
Su tutto il perimetro della navata si svolge il ciclo di affreschi raffigurante la Passione di Cristo.
GLI AFFRESCHI
Il ciclo di affreschi che rappresenta la Passione di Cristo è notevole per la fattura e prezioso per la sua rarità.
Composto da 19 episodi, raffigurati in quadrati di dimensione diversa, ricopre tutte le pareti per una lunghezza di trentaquattro metri.
L'autore è ignoto: la tradizione lo attribuì a Giovanni Canavesio, senza che mai nessuna documentazione abbia avvalorato questa tesi, fondata per altro sull'affinità di certe figure con quelle, analoghe, rappresentante nel ciclo di Notre Dame des Fontaines di Briga.
La passione di Cristo è narrata con ritmo serrato nei suoi momenti più significativi, dall'ingresso in Gerusalemme, di cui non resta che un frammento, fino alla Deposizione nel Santo Sepolcro.
Alcune scene sono andate del tutto perdute, di altre non restano che frammenti, ma nell'insieme il ciclo mantiene integro il suo impatto emotivo, per la ricchezza di tratti pittorici di notevole qualità, raro esempio di un'opera di questo genere nelle nostre zone.
Gli affreschi rivelano la mano di un maestro colto e raffinato, a cui si sono sovrapposti alcuni interventi di ritocco.
MANCA TESTO SUL RESTAURO
Nei pressi della Confraternita di San Francesco si trova la vecchia Chiesa dei morti, proprio dove un tempo sorgeva il Cimitero.