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Il paese sorge su di una collina posta alla sinistra del Tanaro, là dove il fiume si distende nella pianura tra Bra ed Alba, offrendo un naturale scenario sopra le vigne ed i casolari delle Langhe.
Pare da recenti scoperte archeologiche - un'ascia in pietra verde ed una selce - che il territorio fosse già abitato in età neolitica.
Santa Vittoria conosce in epoca romana una discreta importanza, grazie alla vicinanza di centri come Alba e Pollenzo.
Le vicende che, nei secoli successivi, investiranno Pollenzo provocandone la rovina, si rifletterono sulle terre circostanti; la sua decadenza, iniziata nel V secolo, portò all'ampliamento dell'insediamento di Santa Vittoria; l'importanza strategica del suo castello sarà al centro di contrasti tra i Comuni di Alba e Asti.
La spartizione dei feudi causata dal crollo del potere angioino vide Santa Vittoria assegnata al dominio dei Visconti di Milano che ne fecero un caposaldo della loro dominazione. Nel 1381 infeudarono Santa Vittoria ad un loro capitano, Antonio Porro, il quale raggiunse nella zona una importante posizione.
Tramontata la fortuna dei Porro nel 1431, il feudo di Santa Vittoria, con l'annessa contea di Pollenzo, divenne proprietà dei marchesi di Romagnano; nel 1753 fu assegnato al duca del Chiablese da cui le proprietà passeranno alla Casa Reale.
Le maggiori testimonianze del passato si rintracciano nelle opere d'arte e nei monumenti: il Turriglio, rara costruzione romana forse destinata a scopi termali o di uso funerario a pianta circolare; il medioevale Castello con la torre medievale quadrata, dimora dei vari Signori del paese; la barocca Chiesa parrocchiale dell'Assunta (1687-1703), con pregevoli stucchi. |