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Sabato, 26 Giugno 2021

Cappella di San Rocco



Cappella di San Rocco


Già nell’anno 1522 un testamento prevedeva un legato a favore dell’ecclesia costruenda ad honorem Sancti Rochi”.

Nel 1744 la relazione del Vescovo descrive che: “… presso il Cimitero vi è la chiesa parrocchiale antica, priva di redditi e dove non si funziona più …”, infatti già da 41 anni funzionava l’attuale Chiesa Parrocchiale.

Nel 1760 la relazione del Vescovo ripete che al cimitero è annessa la Chiesa Parrocchiale antica che rimane chiusa e dove non si celebra più la santa messa.

Sempre dalla medesima fonte, la relazione del Vescovo del 1767 recita: “… nel Cimitero vi è la chiesa una volta Parrocchiale che minaccia rovina ed è perciò interdetta …”, pertanto il Vescovo consente che venga abbattuta, purché si costruisca un portico di piedi 6 di lunghezza, coperto di tetto, (che non venne mai realizzato) adoperando mattoni e quelli che avanzano siano dati a favore della chiesa parrocchiale.

In seguito a questo decreto, la comunità nel 1775 deliberava l’abbattimento che iniziò tre anni dopo. Finisce così la storia dell’antica chiesa parrocchiale, quando già da 75 anni funzionava la attuale e piu’ ampia chiesa.

 

Nel 1792 si costruì l’attuale Cappella di San Rocco che divenne la Chiesa del Camposanto e servì per le sepolture fino almeno al 1835.

 

Di seguito si riportano alcune note desunte da documenti reperiti presso l’Archivio Storico della Curia Vescovile di Alba di Alba – Fascicolo n° 3714 avente come oggetto : “Relazione della Parrocchia – 27 maggio 1837 – Prevosto: don Francesco Villare e idem anno 1929 (Parroco don Rossello)

 

Tratto dalla relazione redatta il 27 maggio 1837 dal Prevosto Don Francesco Villare di Castagnole Lanze, Parroco di S.Vittoria dal 1830 al 1865:

 

“…Poco distante dalla confraternita vi esiste la Chiesa di San Rocco attigua al cemeterio col suo altare di mattone affisso al muro con pietra (…) dove esistono due segioletti per i confratelli, ma però ove non si seppelliscono più, nella qual Chiesa si fanno le esequie dei cadaveri. Si celebra  anche la messa  presente cadavere e il necessario per la messa si porta dalla parrocchiale. Il pavimento, come pura le mura abbisognano ben presto di riparazione, e tutto spetta alla comune; le riparazioni sono urgenti, e in caso che la comune le negligentasse verrebbe questi interdetta…”

 

 

In un indagine del 1869 su tutte le chiese non parrocchiali, redatta dal Parroco di Santa Vittoria Giovanni Sicca e tratta dal libro “REPERTORIO STORICO delle Parrocchie e delle Parrocchiali nella Diocesi di Alba”, il Parroco riferisce:

 

San Rocco: detta la “chiesa vecchia”, nel paese. Si fanno le Esequie e si canta la S. Messa presente cadavere. Il patronato spetta al “Municipio”. Non ha cappellano e non può essere utilizzata per il Santo Viatico.

 

SITUAZIONE PRECEDENTE AL RESTAURO

 

L'edificio è composto da murature di mattoni pieni di notevole spessore con lesene in corrispondenza degli archi principali della volta. Le finestre sono confinate nella parte alta nelle specchiature tra lesena e lesena. Non ci sono aperture nella parte inferiore se non il portone d'ingresso.

Il fabbricato dispone di due sistemi di chiavardature metalliche. Il primo, certamente originario, collocato trasversalmente all’imposta degli archi principali ed un secondo, più tardo, inserito sopra il cornicione interno, per il controllo di importanti lesioni ai muri laterali.

Si rilevano altre significative lesioni che potrebbero essere anche conseguenza di cedimenti fondazionali della testata posteriore, ipoteticamente connessi alla realizzazione,

in epoca posteriore, dell’alto corpo aggiunto.

Le informazioni reperibili sull’esistenza dei citati dissesti in epoche passate come pure in occasione di interventi o studi a suo tempo eseguiti sono al momento molto scarse.

Le notizie sull’intervento più recente, eseguito negli anni 1998-1999 sono limitate genericamente a lavori sul tetto e sottotetto, senza alcun documento scritto.

In tale occasione, per quanto rilevato dalle ispezioni, si sarebbe proceduto al rifacimento

della copertura, che allo stato attuale risulta composta di una capriata centrale, travi di colmo e falsi puntoni in legno massiccio e manto di coppi vecchi laterizi su lastre ondulate in fibrocemento.

Probabilmente sono stati eseguiti contemporaneamente anche interventi all’estradosso delle volte, sul piano di sottotetto con esecuzione di cappetta sulle volte e di cordoli sui muri laterali, sui quali sono appoggiati i falsi puntoni lignei.

Pare evidente che in tale occasione si sia realizzato un rialzo delle imposte della copertura sui due muri laterali, con mantenimento della quota di colmo; la fascia di tamponamento del rialzo è di evidente recente intervento, realizzata in mattoni forati moderni e corre su tutta la lunghezza dei fianchi transitando anche sopra le lesioni prima citate ma senza alcun segno di lesione nella fascia stessa e ciò dimostrerebbe la relativa vetustà delle lesioni nei muri sottostanti e la sostanziale stabilità delle stesse.

 

 

INTERVENTI

  • Risanamento perimetrale e rimozione della vegetazione infestante;
  • Recupero della muratura delle pareti verticali interne e ricucitura

delle fessurazioni;

  • Verniciatura delle parti metalliche;
  • Recupero di spallette, di voltini, di aperture e passaggi e rimozione

dei materiali incoerenti, fatiscenti e comunque irrecuperabili;

  • Pulizia del pavimento esistente;
  • Trattamento consolidante per le murature in laterizio o materiale;

lapideo e stuccature di intonaco e revisione vecchi interventi con scialbi

coprenti a base di calce e conseguente tinteggiatura a base di calce;

  • Posa di nuovi serramenti e vetri realizzati avendo a modello

quelli preesistenti;

  • Restauro dell’apparato pittorico interno e del portone di ingresso;
  • Trasformazione dell’area esterna in giardino panoramico;
  • Realizzazione di servizio igienico per disabili;
  • Impianto elettrico con corpi illuminanti e impianto di riscaldamento;

 

 

 

 

 

Il restauro della Cappella di San Rocco e le attività di valorizzazione sono sostenute da:

 

Fondazione CRT

Fondazione CRC

GAL

 

Progetto di restauro:

 

Arch. Ugo Costantino

Arch. Claudia Clerico

 

 

Intervento di restauro:

 

Primo lotto DEI lavori eseguiti dalla Ditta EDIL F.C. S.N.C. di Franco Giacinto e Carena Marco di Pocapaglia (CN);

Secondo lotto LAVORI eseguito dalla Ditta OTTAVIANO CONSERVAZIONE E RESTAURO DI OPERE D’ARTE SRL di Torino.